Coru & Figau – Benvenuti nel mondo reale – Demo /// Kattive Maniere rec. (2017)

oru e figau

Avevo un disco dei Sezione Ribalta che scarnificai a sangue .

Poi ebbi a che fare con Fabri aka Baglio , a partire dalla coproduzione di “Storie da un posto qualunque “  e poi attraversare la sardegna su un autobus scocciato in pieno inverno .

Adesso mi arriva il demo di Coru &Figau  , streetpunk dove la vena hardcore e’ ancora forte , cosi’ come il cantato in lingua che gia caratterizzava i SR .                                          Per essere un demo ha una registrazione complessivamente decente , ben fatta , che restituisce in buona misura l’aggressivita’ della dimensione live .

Per quanto riguarda i massicci cori da stadio , mi vengono in mente svariati gruppi oi! sardi , e senza intenzione di toccare nervi scoperti tra le varie città’ , saltano all’orecchio  Adunata , 4 moors e più recentemente lo “Shaved Rock” dei Roll Call .                            “Arga “ e’ un pezzo potentissimo in lingua sarda , il cantato riporta ancora ai fratelli maggiori Sezione Ribalta , mentre “ La mia scuola “ e’ secondo me l’episodio più’ profondo e sentito del disco .

Streetpunk/hardcore con testi di vita quotidiana  . Sempre la solita roba ? può darsi .

Quando cambierà’ il mondo forse cambieremo anche noi .

Buon esordio.

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Dalton : “Deimalati” /// Hellnation/Contra(GER) – (2017)

daltonAllontanarsi completamente da ogni sorta di “cliché” da genere  .

Adesso non e’ più una questione di punk , Oi! , pubrock … e’ questione che i Dalton posseggono un loro personale stile , nel frullatore talmente tanti elementi da risultare irrintracciabili nel risultato finale . Quando sento qualcuno che parla male del loro sound , so che e’ solo invidia , non perché siano infallibili , ma perché gli argomenti a suffragio sono rabbiosi , non costruttivi . E’ invidia allo stato puro .

I toni di questo “ DEIMALATI”  si smorzano , quell’ombra di acidità’  che nel precedente disco faceva gracchiare le casse dello stereo e’ praticamente scomparso .

“Gaia” e’ il canto  ambientalista  …circuiti robotici introducono  una voce-chitarra che  riporta a Graziani  ,  poi rock’n’roll pulito e trascinante che punta all’imprevisto , un’uscita di scena tra le urla “Bootboys nello spazio” , in una tradizione fanta-skin  che rimanda ai Symarip del  Moonstomp . Conoscendo la banda non c’e’ strategia di mercato  nel piazzare  come seconda , il posto dell’anthem , “la dose fa il veleno “  : un  travolgente rock che urla  “non buttiamoci giu!”  , uno scatto in cui qualcuno sfida il destino ,  ed afferra la propria libertà’ , finalmente svelata dalla  cortina di nebbia .

Per chiudere il lato i Dalton prendono Tenco  e mischiano le carte fino ad ottenere un pezzo salterino ( un po sulla falsariga del loro vecchio “niente paura)  che snocciola il tema dell’ingiustizia sociale (del 1967)  sorprendentemente aderente all’oggi .

il Side B e’ quello che soddisfa l’irresistibile voglia di essere sconvolto  da un disco .    Come la puoi definire “Estate”?                                                                                              Un’onirica visione balneare , una canzone come l’avrebbe scritta Fellini : la parte centrale , sulle parole “ sto soffocando, non si respira “  , ha realmente un che di claustrofobico nella progressione degli accordi e nel riff d’organo . Immancabile , come in “Come stai?” , la cover dei Pogues : stavolta e’ “Transmetropolitan” a svelare la piccola ossessione della band  per McGowan e compari , cosi come “Tuesday Morning “ per il disco precedente .

“ La vigna della morte “ e “A cuor leggero “ siglano a mio parere i due episodi più interessanti dell’intero LP .                                                                                                                La prima e’ una struggente ballata in stile 70s sull’oppressione sbirresca , Giallo la racconta con una naturalezza disarmante , come un vero cantante dell’epoca … la successione delle linee melodiche e degli accordi e’ quasi emotivamente insopportabile , una perla rara che avremmo preferito che la storia non producesse .

La seconda , una canzone di cui so esattamente ciò che mi piace : il secondo accordo di ogni parte , dovrebbe essere un do , preso in minore prima , in maggiore poi , poi sempre esasperato dalle melodie di voce  : un tocco da maestro .

E poi quella leggerezza che davvero ti fa sentire meglio , la ricerca di accordi che assecondino il senso del pezzo , e forse del disco .

Perché’ morir sorridendo , a cuor leggero , non e’ da tutti , proprio no .

Smashismo – The first four rehearsals // Coloss rec./Hellnation (2017)

smashismo

Una sola lunga notte d’estate .

Immagino  il centro di Roma tra le braccia di Morfeo , le strade aperte . Nel seminterrato del Temple of Noise   4 teste  , all’epoca non ancora cosi “storiche” , dell’hardcore romano danno vita ad un demo .

Nel 2004 io seguivo tutt’altro  , mentre Smashismo , Die! , Coloss , Strenght Approach , Flu! e tutta la banda larga dei teppisti HC la facevano da padroni negli spazi autogestiti ; ricordo  una scena forte  , ho lampi di un Pirateria gonfio di ragazzi  che si macellano in pista , rapidi flash nella memoria . Ma non ero parte di quella scena , quindi bando agli antichi fasti e spazio al presente … 2017 :  Robertò  ristampa il demo degli Smashismo .

Il suono e’ quello del 2000 , anche perché’ e’ il suono del “Tempio” , da dove uscivano i migliori dischi tupatupa della capitale : grezzo , rullo acuto , basso croccante ,sound  amalgamato a dovere , secchiate di groove.E’ roba veloce , piena di stacchi e stop & go . Il fatto di non sapere minimamente a che sottogeneri accostarli me li fa sentire più freschi , meglio 13 anni dopo che mai .

C’e’ chiaramente mischiato del punkrock , lo sento limpido , come un cielo sempre blu ,  nei riff di chitarra , e l’hardcore “fastone” si manifesta nell’aggressivita’ lampo dei pezzi , in 40 secondi di media ti stordisce come una scarica di cazzotti a freddo , senti il sangue rigarti le labbra prima di ricordarti chi sei e dove sei .

Ho chiesto a Bardo qualche consiglio sul “genere” , per circoscrivere quel modo di suonare che avevano anche i Charlie , il suo gruppo . Ha risposto :

“Testadecazzo Hardcore .
boh a noi ce piacevano i vitamin x , sta roba qua…trash , fast ,  tutti sti termini
che volevano di tutto e non volevano di un cazzo! “

 

L’unico gruppo HC fast  della mia zona erano i Charlie , e a me ricordano i Charlie guardacaso …po esse ?   Non so , chiedo .

“Tre Volte Dieci ” nuovo video de Gli Ultimi fuori , ora!

 

C’era bisogno di un intro per il disco , ma non un intro “musicale” , ma un discorso che introducesse quello che stavamo per dire nell’album , una prefazione , una dichiarazione di intenti .

” Tre volte dieci ” e’ nata , come spesso accade ,su una cartaccia in una pausa di lavoro , e terminata di fretta una volta tornato a casa , come in un autentico flusso di coscienza . Gli Ultimi hanno fatto il resto , impedendomi per esempio di farla durare 1 minuto e 10 secondi .

“Ho provato a svegliarmi , non trovavo le scarpe , sognavo la vita da un’altra parte … ma io , magari parto , io , e nessuno mi vede più . ”

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NOFU – “Interruzione” – label varie* (2017)

Posso mai scrivere qualcosa su un genere che quasi mai ho ascoltato?Simona e’ una grande fan dei Nofu , le ho chiesto di aiutarmi a definirli , ha detto no.

Li guardo con gli occhi di un bambino . Non so a chi si riferiscano , a chi si ispirino , so solo che spaccano. So che c’e’ l’hardcore , l’ heavy metal , il punk . Che c’e’ quella poeticità’ straordinaria che l’Hc italiano , specialmente a nord-ovest , si tramanda da generazioni , quel “bel parlare “  di repressione , conflitto , dolore , interiora e interiorità’ , immagini che innalzano  le liriche  a livello letterario  .

Mi sorprende come il gusto “spocchioso “ degli intricati stacchi si scontri con le sfuriate chitarristiche Thrash Metal  , come Il basso conservi costantemente  una sobrietà’  disarmante ,  come la batteria rappresenti  nelle mie  orecchie  l’immagine di un chirurgo sanguinario , un pazzo internato con un lucido schema . “Interruzione” ha poi quella compattezza “scura” che mi piace tanto nei dischi , sembra un’unica sessione di 10 tracce , il suono che di solito ha il “gioiello” , difficile da spiegare .

Il punkharcor mi rompe spesso i coglioni , non lo capisco , sono poche le band che mi fanno arrivare qualcosa , nonostante abbia  capito appieno la massa della sua importanza   .

Quando posso mi vado a vedere i NOFU  , e non li mollo fino a quando non hanno finito , perché sono divertenti  , hanno la passione che gli gonfia i polmoni , la consapevolezza che gli adombra lo sguardo . Sono pazzi e ordinati , come Dustin Hoffmann in Rain Man.

Io sto ascoltando il disco e penso a queste cose , se Simona mi avesse dato una cazzo di mano adesso potrei dire “ assomigliano a questi “ “ riprendono da quelli” “ questo passaggio e’ una citazione di “ .

Invece e’ uno scritto di pancia .

E quando suonano ci rivado .

E quando esce fisicamente il disco me lo compro .

ROCK

 

 

 

Recorded, mixed and mastered at Cerchio Perfetto studio by Tino Paratore.

Artwork: Claudio Elias Scialabba [Instagram @claudioscialabba]

Labels: 83 Records, Assurd Records, Atomic soup, D.I.Y Kolo Records, Deny everything, Finte platten, Frammenti di un cuore esploso, Gafas del rigor, M.A.D. Productions, Non ci daresti una lira, Nut’s tape, Reality is a cult, Rockout Fascism, Scatti vorticosi

Gavroche / 5MDR – Split //out012 (2016)

In copertina due mani che si stringono , una ha l’odore dell’officina , l’altra della notte che ti aspetta .

Mi fanno pensare ai venerdì sera da ragazzo , quando quello “slumber” che ti toglie la voglia di vivere ancora non ce l’avevo , e dovevo strofinarmi in fretta ma a fondo per togliere il nero della cenere delle caldaie , perché davanti c’erano il pub e la musica e le ragazze e la vita .

Il punk di un certo tipo  non lo fanno più’ .

Chi suona stile “americano” in genere canta straniero e si da un sacco di arie , chi parla di lavoro e storie di 24 ore spesso suona musica oi!  senza cercare nuovi spunti . Gli Ultimi hanno cercato di restituirlo in qualche modo , ed e’ stato inevitabile trovare sulla propria strada Gavroche e 5mdr , ci siamo caduti addosso l’un l’altro  . Questo disco non fa altro che dimostrare il potenziale della nuova musica di strada  .

I Gavroche suonano uno streetpunk tirato e chirurgico , sia dal vivo che su disco ,una banda di ragazzi di provincia , duro lavoro e grandi bevute (zero retorica , ho bevuto 18 birre a Santena con Gio coperto di grasso nero , NDR) . Se “Jab diretto “ usa un riff alla No Use For A Name per ricreare il sacrificio magico del pugilato , nell’alienazione di “In fabbrica “ sembra  di vedere  Pierangelo Bertoli  alla guida dei Bouncing Souls , per arrivare alla testa tra le  mani dell’anthem “ Ragazzo come noi “ , a dire che forse non siamo solo “odiati e fieri “ , ma anche simili e solidali tra noi . Grande prova di umiltà’ , stile , maturità’ e groove per la mejo gioventù’ di Santena .

Sul lato B  la bilancia del sound perde un po’  in romanticismo per guadagnare in pura cattiveria , i 5mdr li conosciamo bene , dal vivo non puoi mai prevedere che stacco stiano per fare .Questo mi piace . Questo e’ hardcore . 1234 di charlie , riff distorto in levare e “La tua Liberta’ “ e’ gia nel vivo ,  in un complesso  ma chiaro intricarsi di rime .

La violenza del sound e’ proporzionale  alla disperazione delle liriche , “Un altro giorno d’odio”  sciorina in un’hard-punk  muscoloso  i valori che i ragazzi della Classe  porteranno avanti nella tempesta  in corso , “E non aspetto che la morte si  occupi di voi “  , e’ sempre stato cosi  e cosi’ sarà’ fino alla vittoria , la Liguria non conosce la rassegnazione , proprio come suoi figli .

La Violenza e’ di chi toglie il pane – dicono in “Sudore e sangue “ , mentre una virtuosa digressione Hard rock da’ il bacio della morte ad un grande disco di ribellione e consapevolezza .

Sul retro c’e’ scritto “Out Of Control “ produzioni , ad occuparsene e’ stato un altro fratello , il cerchio si chiude e il mio cuore riposa .