E’ come vivere per sempre

Entrò inciampando
aggrappandosi ad un busto di Elvis per non cadere
scatole , paccottiglia e ciarpame in ogni angolo
i muri espiravano l’angoscia sotto forma di muffe umide
il proprietario al banco ascoltava Springsteen
e non alzò nemmeno gli occhi dal giornale
meglio così
rotolò giù dalle scale di tufo seguendo la linea della grotta verde
sapeva dove andare
prese uno sgabello da un angolo dimenticato
si sedette davanti a casse e casse e casse da fruttivendolo
e come sempre cominciò a scartabellare dischi e libri dal fondo
dove nessuno arriva mai

Quando sarò morto
io voglio essere la sotto
non voglio barattare una bella vita scema
col mio posto in fondo alla cassa del rigattiere
voglio che qualcuno mi trovi
mi faccia girare ancora a 33 giri
si chieda perche ho fatto questo o quello
e cosa volevo dire , in quell’inverno del 2018
cosa avevo da ridere
o come mai mi sentivo perso
voglio che mi ascolti per un pomeriggio
che mi ricordi per sempre

Campare come uno stupido
e’ come far bruciare la tua stupida foto al tuo stupido funerale
ma sacrificare se stessi
per lasciare un segno in questa sporca vita
e’ come vivere per sempre

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Big City Runner

Ma me lo sto sognando ,
o la mia vita va in pezzi ?
devo correre , si
non posso fare altrimenti

Mi sento un po a terra , permetti ?
non sono affari tuoi , ma
quello che inseguo di giorno mi tormenta la notte
fughe in vespa infinite su strade interrotte
mi capisci , dimmi se mi capisci
si ? se mi capisci , si
andiamo via da qui

L’uomo in nero dice ancora no
ma io non sento più niente
“la mia vita in vacanza”
questo pensa la gente
Mr.No , solo una parola
lo sai che il tempo corre e il tempo vola
ma oggi me la sento , io voglio ancora svoltare
al diavolo il mondo , me ne vado al mare

Voglio una notte di fuoco
con una boccia di vino da poco
e poi vengo li da te
a bruciare la tua cazzo di Chevrolet
ma mi serve il poco che ho
ancora un po

Me lo sto sognando ,
o la mia vita va in pezzi
devo correre , si
mollo tutto , scommetti ?

Inner City Blues  

 

La sensazione e’ quella di crepare soffocato .
Se turi il naso devi prendere fiato con la bocca , se li chiudi  entrambi prova a respirare con le orecchie per dio  , ma cerca di non morire .
Se non parlo devo scrivere , se non scrivo devo comporre , se non compongo , non parlo e non scrivo , muoio .
E sorprendentemente , adesso io voglio vivere .

Il dubbio e’ se si possa combattere  una battaglia  restando fermo in un punto .
Con una santabarbara di fucili e caricatori , semiautomatiche , bombe a mano , granate , lanciarazzi e bengala  , d’accordo  , ma asserragliato in una torre di vedetta  ,  inviso ai propri commilitoni e  odiato dai propri nemici .
Qui non si parla di vincere , ma solo  di partecipare … e’ possibile ?
Osservare questa sporca guerra , conoscere tutto e dappertutto , sentirsi un vecchio colonnello pazzo che lancia granate contro il  nulla , stanco e ferito , in una vecchia isola dimenticata un secolo  dopo la fine di una guerra .

La paura non e’ di restare soli .
Non è  questo .
Perche  c’e’ un’arte  , o forse il  narcisismo di un’arte ,  a cui si puo’ sacrificare tutta una vita .
La paura dunque e’ di morire senza aver lasciato un segno .
I più grandi artisti del nostro secolo hanno imbavagliato  la vita stessa  all’altare  della propria Musa  , perche’  SAPEVANO  quanto  le proprie opere fossero piu’ forti  di loro , quanto l’immagine , il suono e la parola siano più grandi dell’uomo .
Muore in povertà e solitudine , abbandonato in una stanza fatiscente alla periferia di Parigi .
Lascia poche piccole cose , destinate alla  vita eterna .